John Collier sul metodo di insegnamento di Carolus Duran

John Collier nel suo celebre libro “a manual of oil painting” riportò il modo in cui Carolus Duran, insegnante di John Singer Sargent, insegnava ai suoi allievi. Insegnamenti che lo stesso Sargent ha ricevuto a suo tempo.

Procedimento

  • Il modello posava di lunedì, sempre in piena luce, senza ombre e contro uno sfondo con un colore acceso, il quale dovevamo imitare esattamente nella sua relazione con la figura. La figura veniva disegnata col carboncino, poi avevamo il permesso di prendere un pennello morbido e di rinforzare i contorni con del colore scuro, mischiato alla trementina, ma di non andare oltre, abbozzando le ombre con terra d’ombra o cose di questo genere.
  • La tavolozza era cosi composta: nero, verde smeraldo, terra d’ombra naturale, blu cobalto, laque ordinaire(simile alla lacca di garanza), brun rouge o light red(equivalente al rosso inglese), giallo ocra, bianco (posizionati in questo ordine da sinistra a destra).
  • Dovevamo mischiare due o tre gradazioni di giallo ocra con il bianco, due di light red con il bianco, due di cobalto con il bianco e anche il nero e e la terra d’ombra naturale per facilitare la scelta dei toni.
  • Non avevamo il permesso di usare nessun tipo di pennello piccolo, per anni. Martedì Duran veniva a criticare e correggere il disegno o il layin-in(abbozzo) se eravamo già a buon punto nell’esecuzione del quadro.
  • Facevamo prima un block-in(altro sinonimo di abbozzo) del tessuto dello sfondo e poi inserivamo la figura o la faccia (in caso di ritratto) con grandi tocchi come se fosse stata una testa di legno tagliata grezzamente con un accetta; come se fosse un grande mosaico, senza preoccuparci di ammorbidire o sfumare niente, ma soltanto di riuscire ad avere la giusta quantità di luce e di colore come obiettivo da raggiungere le high lights (le alte luci). I capelli non erano sfumati nell’incarnato all’inizio ma soltanto “incollati” con il giusto valore tonale come se fosse stata una parrucca grossolana; poi altri tocchi venivano inseriti tra le giunzioni del mosaico, per continuare a modellarlo e per rendere la pelle più carnosa e reale.

Ovviamente questi tocchi erano delle gradazioni(toni transazionali più freddi probabilmente) tra i pezzi del mosaico e servivano per continuare a modellarlo. Il tutto era solido e non c’erano gradazioni ottenute sfumando una cosa nell’altra o cose del genere, Duran voleva che noi mischiassimo e dipingessimo esattamente queste transizioni e ogni pezzo di valore tonale. Veniva poi di venerdì a criticare il lavoro e finivamo.

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